ADELE ED EMERICO
- OSSIA.
IL POSTO ABBANDONATO
MELODRAMMA SEMISERIO
I» DUE ATTI
DA RAPPRESENTARSI
NELL'I. R. TEATRO ALLA SCALA
r autunno 'dell'anno 1835;
MILANO
DALLE STAMPE DI GIACOMO PIROLA
diriucomio al detto I. R. Teatro/
AVVERTIMENTO:
717
L ì eli9 epoca che Carlo XII Re di Svezia guer*
weggiara in Polonia contro Federico IV Re di
Danimarca ; il Generale Bannier difendtva una
inportante fortezza assediata dai Danesi e dai
Polacchi insieme riuniti. Egli avea seco V unica
riglia sua, e cercava ogni mezzo di allontanarla
dal teatro della guerra : approfittò pertanto del
comodo che li porgeva il felice esito di una sortita,
otr cui libero restava il tragitto del fiume, onde
carla partire di notte tempo dalla piazza assediata
n compagnia del Colonnello Dalberg col quale
ivea divisato di maritarla. Era costei desiderata
n isposa dai principali Uffizioli della guarnigio-
ne, e il Colonnello si reputava felice di posse-
ìerla , benché durante i suoi viaggi avesse amato
ina nobil Donna Danese, e a lei fatta promessa
ii matrimonio; ma la figlia di Bannier era inna-
norata di un giovine Capitano, e di eguale amor
:vrrisposta. Disperata di vedersi costretta a spo-
sare un uomo che non amava, risolvette di fug-
girsi col giovane e a tale effetto invitollo a
segreto colloquio in tempo che a lui era stato af-
fidato un posto importantissimo. L'imprudente
Capitano venne all'invito, sperando che nessuno
si sarebbe accorto della breve assenza: Ma l'al-
trui perfidia vegliava a suo danno. Il Maggiore
Dolzei che lo odiava come rivale, e abborriva del
pari Banner f il quale, non lo stimando, li uvea
già ricusato la mano della figlia J7 segretamente'
korrùpondea col nemico: e accorgendosi ' dtW as-
senza del Capitano, fece in maniera dfo il posto
!
4
fu sorpreso. Il Capitano fu imprigionato, e da un
consiglio di guerra condannato a morte. In quel
frattempo la nobil Donna Danese che in virili
spoglie era venuta al campo degli assediati, efc-
le modo cT introdursi nella fortezza, disturbò i
nuovi amori del Colonnello , e lo costrinse a ser-
barle la data fede. Ella sapeva i segreti maneggi
che il Maggiore teneva col Generale Danese di
lei fratello , e , mal soffrendo che per sua colpa
morisse un innocente, disegnò di salvare il Ca-
pitano. Come ella ponesse ad effetto il suo pen-
siero, e come terminasse tanto scompiglio, appa-
rirà chiaramente mi Melodramma* > k
11
u
IL
(
PERSONAGGI.
IL GENERALE BANNIER.
Sig. Antonio Tamburini.
ADELE , sua figlia , amante del
Signora Rosa Morandi.
CAPITANO EMERICO PALMER.
Signora Isabella Fabbrica.
IL COLONNELLO DALBERG, destinato sposa
di Adele , un tempo amante della
Sig. Sanno Monelli
CONTESSA ELVIGE, sorella di wn Generate
danese.
Signora Maria Giqfa.
I1L MAGGIORE DOLZEl.
Sig. Carlo Poggiali.
IL TENENTE VELSTER.
Sig. Carlo Dona.
IL SARGENTE RALFE, vecchio famigliare del
Capitano.
Sig. Nicola De Grecis.
^ ^ *„ « $ Uffizi ali e Soldati svede&ir
Cori e Comparse \ Doflne e Popolo
La Scena è in una fortezza assediata.
Musica espressamente composta dal Maestro
sig. Saverio Mercadante, Napolitano.
Le Scene sono nuove, d'invenzione e d'esecuzione
del sig. Alessandro Sanqeirico.
Supplimenti alle prime parti cantanti
Signora Angela Riva.
Sig. Giovanni Cario Beretta. - Sig. Pietro Vasoli.
Maestro al Cembalo
Sig. Vincenzo Lavigna.
Prinu) Violino , Capo d% Orchestra
Sig. Alessandro Rolla.
J§\lrù primo Violino in sostituzione al Sig* Molla
Sig. Giovanni Cavinati.
Primo Violino de9 Secondi
Sig. Pietro Bertuzzi.
Primo Violino per i Balli
Sig. Ferdinando Pontelibero.
Primo Violoncello al Cembalo
Sig. Giuseppe Storioni.
filtro primo Violoncello
Sig. Vincenzo Merighi.
Primi Clarinetti a perfetta vicenda
Sig. Pietro Tassistro. ~ Sig. Felice Corradi.
Primi Flauti
Sig. Giuseppe Rabhoni. y Sig. Carlo Alari.
Primi Oboe a perfetta vicenda
Sig. Carlo Yvon. — Sig. Giuseppe Recali»'
Primo Corno di Caccia
Sig. Agostino Beloli.
Primo Fagotto
Sig. Gaudenzio Lavaria.
Primo Contrabbasso
Sig. Giuseppe Andreoli.
Professore dì! Arpa
Sig. Giovanni Battista RossL
Direttore del Coro
Sig. Carlo Salvioiù.
Editore, e proprietario della Musica
Sig. Giovanni Ricordi.
Macchinisti
Signori
Francesco e Gervaso, fratelli Pavesi,
Capi Illuminatori
Sig. Tommaso Alba. ~ Sig. Antonio MorunL
Capi Sarti
Da uomo Da donna
Sig. Antonio Rossetti» Sig. Antonio Majell
attrezzista
Sig. Ermenegildo Bolla.
• ■ n — »
Berrettonaro
Sig. Giosuè Parravicino.
Parrucchiere
Sig, Innocente Bonacina.
8^ PERSONAGGI BALLERINI.
Inventore e Compositore de* Balli
Sig. Gioja Gaetaxo.
Primi Ballerini serj
Signora Torelli Antonia. - Sig. Blasis Carlo. - Signora Pallerini Antonia.
Altro primo Ballerino - Sig. Villa Giuseppe.
Primi Ballerini per le parti serie
Sig. Mollnari Nicola. - Signora docci Maria. - Sig. Bocci Giuseppe.
Sig. Trigambi Pietro. - Sig. Ciotti Filippo.
Primi Ballerini per le parti giocose
Signora Vigano Celeste. - Sig. Francolini Giovanni.
Primi Ballerini di mezzo carattere
Signori
Traballoni Angelo. - Bonrloni Pietro. - Fietta Pietro. - Capuani Rafaele.
Bedotti Antonio. - Balanzoni Giovanni.
Altri Ballerini per le parti
Sig.Bianciardi Carlo.- Sig. Pallennr Girolamo. -Sig.Trabattoni Giacoma,
Sig. Siiej Antonio.
Imperiale Regia Accademia idi Bailo.
Maestri di perfezionamento
Sig. Leon Arnoldo. - Signora Leon Virginia.
ftlaestrù di ballo per i principi 1 Maestro di mimica ed aggiunto
S»§. Vilxeneuve Carlo. j Signora Morticini Teresa.
Allievi salariati della suddetta Accademia*
Signore
Olivieri Teresa, Zampuzzi Maria, Guaglia Gaetana, Ravina Ester,
Viscardi Giovanna, Alisio Carolina, Bianchi Angela, Lìli Carolina,
Rebaudengo Clara ,Cesarani Adelaide, Casati Carolina, Cesai ani Rachele,
Novellati Luigia, Carboni Teresa, Migliavacca Vincenza,
Tur pini Giuseppa , Besozzi Angela, Terzani Francesca, Ben ci» i Giuditta,
Portaìupi Giulia , lcrzani Caterina, Melici Pompea.
Sig. Casati Tomaso , Sig. Appiani Antonio , Sig. Casati Giovanni,
Corpo di Ballo
pignori Nelva Giuseppe.
Belloni Michele.
Goldoni Giovanni.
Arosiu Gaspare.1
Parravicini Carlo.
Prestinari Stefano. (
Zanoli Gaetano.
Rimoldi Giuseppe.
Citerio Francesco.
Ta di glie ri Francesco
Conti Fernfo.
Cipria ni Giuseppe.
Rossetti Marco.
Maessani Franceeoo.
Gavotti Giacomo.
Cozzi Giovanni.
Supplimenti ai primi
Signore Ravarini Teresa,
Albuzio Barbara.
Trabattoni Francese?!,
Rianciardi Maddalena.
Belloni Giuseppa,
Fusi Antonia.
Rossetti Agostina,
Barbini Casati Antonia.
Felttiru Massimiliano.
Bertoglio Rosa.
M assiui Caterina.
Costamagna Eufrosia.
Ponzo* i Malia,.
Bedotti Teresa. v
Pitti Gaetana»
Morgan ti Teresa*
Ballerini per le parti
Sic. Ciotti Filippo. - Signora ^anipuzzi Maria.
Sig. rallerini Girolamo. - Signora Albuzio Barbara
1
ATTO PRIMO.
SCENA PRIMA.
I Fortificazione della Città con bastioni di fronte.
Diversi attrezzi di guerra.
<AIV alzarsi del sipario, la musica esprime il ru-
more di una battaglia. Il cannone tuona da lon-
tano. .Alcune compagnie di Soldati traversano
tratto tratto la scena e si recano chi qua chi là,
idove fwgesi che il bisogno richieda 9 alcuni pic-
chetti stanno fermi alla custodia delle fortificazioni.
A poco a poco il rumore va scemando , e gra-
datamente si allontana.
SCENA IL
Il Maggiore ed il Tenente.
Mag. Xl nemico sì ritira ,
Ogni speme è andata al vento;
Così prospero momento
Forse pia non giungerà
Ten. Ti contieni, affrena Tira;
Nuovo laccio è già disposto;
Tu vedrai che tardi o toste
Emerico vi cadrà.
Mag. Vi 'cadea se a me commesse
Fosse stata la sortita.
Ten. Solamente differita
La sua perdita sarà.
m . ATTO
Si* Io spero, a nostro danno
Il destino cospira invano,
Sarà colto il Capitano
Quando men ci penserà, (odesi daìon
iano suono di trombe, di tamburi e liete grida)
SCENA III.
Cero di UJJìdali, indi il Colonnello e detti
Coro (di dentro)
Vi
iva, viva, vittoria, vittoria.
MagM Odi ! . . . io fremo.
Tm,* Prudenza ti dice.
Coro (in iscenà)
Le trinciere ha perduto il nemico;
Oltre il fiume le tende portò.
(esce il Col., tutti lo circondami
Col* fiecH tosto all' amabile Adele
Un Alfiere la fausta novella:
Salvo è il padre, e vittoria più bella
Le nostre armi non mai coronò.
Coro e dHto*
Viva amici J la sorte fedele ,
11 «coraggio e il valor secondo
Cd* Cara Adele, A bel -pensiero
Di ottenere il tuo favor,
%Tenne in campo <- a lusingarmi
Ad armarmi - di valor.
Ah I diviso fra gloria ed amore
Lieto in &eno mi giubila il core,
Piò fcel giorno a guerriero ed arnanle,
Fià gran &u>ja bxilhxe jdod puè*
PRIMO. ii
Voliam tutti all'eroe trionfante
Che fortuna alla Svezia serbò.
(Ah ! ch'io sento che forza bastante
A frenar la mia rabbia non ho.)
(pentono)
SCENA IV.
Esce il Sargente con un picchetto di Soldati, in
mezzo od essi è la Contessa vestita da cadetto
danese senza spada, e prigioniera.
Sar. 1!M on temer mio bel cadetto f
Sei prigion di brava gente :
Qua la mano; io ti prometto
Un Sargente protettor. (la Con. ride)
Come ?... ridi ?... Sì, un Sargente,
Ma Sargente vincitor.
Con. Io non temo ; il mio pensiero
Ebbe effetto interamente;
Da che io sono prigioniero
Pago appieno esulta il cor.
Valentissimo Sargente t
Ti ringrazio del favor.
Sar. Ah ! poltron , salvar la pell&
Ben ti può la prigionia . , «
Ma 1' onore » .. ;
Con. - Bagattelle!
Ci vuol altro all'età mia.
Ci vuol altro I . . .
Amor «ci vuoia„
Uh ! vergogna !
Sempre amor.
All'età vostra - bel signorino»
Il mio pupillo - è un paladino:
In sei battaglie - sì è immortalato >
Venti bandiere ha conquistato ,
Mi ATTO
Fra pochi giorni - sarà maggiore ,
Poi Colonnello - diventerà . . .
Ma voi cospetto - col vostro amore
Sempre cadetto - starete là.
m. All'età mia - con altro istinto,
Signor Sargente - mi son distinto 5
Di cento cuori - ho trionfato,
Cento rivali - ho soperchiato ;
Con questo muso - con quest'umore
Feci gelose - mille beltà . . .
Ma il tuo pupillo - col suo valore
Mai non conobbe - felicità.
Gloria ci vuole.
Io dico amori.
Acquistar fama.
Acquistar cuori.
In queste mura no certamente.
Anzi qui vengo espressamente.
Eh! via, buffone.
Povero ciuccio.
Ciuccio un Sargente!.., Soldati, olà?
Marche in prigione.
Il tuo corruccio
La tua minaccia rider mi fa.
I/aria del carcere, dieta, nerbate,
Air occasione ben' applicate ,
Sapranno estinguere così bel bello
Le vampe , i fumi del tuo cervello ,
E il pizzicore - di far l'amore
Là doniro in gabbia ti passerà.
Amor che penetra in ogni loco
Di carcerieri si cura poco ,
Yedrai del carcere così bel bello
Com'ei sa togliere il chiavistello;
Ed il vaiente - eroe Sargente
Di un bel lampione si munirà, (partono]
PRIMO. i5
SGENA V.
41 suon di lieta marcia di/ila tutta la guarni-
gione. Esce il Generale col corteggio de9 suoi
Uffizioli i accompagnato dal Maggiore, dal
Colonello e dal Tenente.
L
ode air eroe di Svezia,
11 vincitor si esalti,
Nelle difese indomito,
Invitto negli assalti ,
Nuovi ogni giorno egli opera
Prodigj di valor.
Lode all'eroe di Svezia,
Si esalti il vincitor.
Questa vittoria, o prodi,,
L'armi svedesi onora,
Siam que' guerrieri ancora
Che Carlo a fama alzò.
Abbia ciascun sue lodi ,
Ciascun le meritò.
Sempre volò vittoria
Dove Bannier pugnò.
Che Tarmi io deponga
Augusto non creda,
Sfidarne ci veda
Il vano furor.
Si opponga alla forza
Costanza e valor.
O prodi , il giuraste.
Ancor io giuriamo.
S' è fotta moriamo.
L' onore vivrà.
Non scemi in quei petti
L'arder che gli accese,
E il nome svedese
Eterno sarà.
*4 ATTO!
Tutti Saranno coi petti
Le mura difVse ,
L' orgoglio danese
Fiaccato cadrà.
óen Questa sortita, e amici,
N'apre la via del fiume, e alfin per quella
Spedir possiamo al He di noi novella.
Appena il sol tramonti,
Un Uffiziale in agile naviglio
Potrà senza periglio
Il fiume valicar; ma sia difeso
Il posto che al nemico abbiam rapito,
E di nuova trincea venga munito.
Colonello .... (lo chiama in disparte)
Col. Signore ....
Gen. Partirai tu. (sotto voce)
Col. Come ! perchè ?
Gen. Ma sposo
D' Adele mia.
Col. Sposo <T Adele! ... oh giojaf
Sì felice io sarei ?
Gen. Taci. Si asconda
Il disegno a ciascun. In queste mura
Ella non è sicura . . * . ad ogni costo
Ricuperare il posto
li nemico vorrà... tutto io pavento.
Coi E vuoi ch'io t'abbandoni in tal cimento?
Gen. Se fia lontana Adele, e se per lei
A temer non avrò , con più coraggio
Sosterrò quest'assedio. A voi, Maggiore ,
1/ importante trincea fidata sia. (il Mag. s' in-
Andiamo* (al Col) china)
Col. (Oh bella Adele alfin sei mia. )^
{il Gen. e il Col partono con tutto il seguito)
PRIMO.
SGENA VI.
Il Maggiore ed il Tenente.
Ter*. V edi ? Maggior rivale
Che il Capitan non era ,
Nel Colonello hai tu.
Mag. Lo veggo , e fremo.
Ma per costui non temo ,
Ch'egli amato non è. Né l'odio io tanto 9
Com* odio il Generale e il Capitano;
Quegli superbo , e vano
Del governo a me tolto in queste mura
La figlia mi negò .... questi possiede
11 cor d' Adele , e mi rammenta ognora
Che assalito mi vinse , e disarmò ....
Ma di tutti vendetta in breve avrò.
Jen.Teco lo spero anch' io ; ma se il disegno
Del General si compie , e a Carlo giunge
L' TJffizial che l'invia, fallito è il colpo,
La macchina è sventata.
Mag*) La trincera del fiume è a me affidata.
*) {con somma precauzione) (partono)
SCENA VII.
selcimi Uffizioli e una truppa di Soldati
vengono lietamente cantando da varie parli?
siedono a varj gruppi qua e là }
Esce quindi il Capitano.
Coro JL inché tregua il nemico ne lascia,
Camerate si pensi a goder;
Dolce vino sommerge ogni ambascia ,
L'allegria sta nei fondo al bicchier,.
i6 ATTO
Gap.. Tutto I letìzia intorbo.,. Ognun si allegra >
Festeggia un sì bel giorno v. lo solo, io solo
Non ho pace un istante * e meco ho sempre
Questo infelice amor , che mi consuma
Sul mattili di mia vita ....
Porto ovunque con me la mia ferita,
O Adele ! O di quest' alma
Solo desio, mentre così mi struggo,
Tu pur perisci , e a poco a poco , ahi lassa i
Manca nel pianto , e cade
11 fior gentile della tua beltade.
Quale stella, oh Dio, spuntò
Qiiando nacque il nostro amor?
Ah! di lui non ci se/bò
Che l'eccesso del dolor....
In amor per noi non v'ha
IN è speranza , né pietà, (siede in di-
sparte pensoso)
Coro Ecco là - guardate un poco ! (fra loro
accennando il Cap.J
Sempre solo e sconsolato !
Quando un uomo è innamorato
E ben concio in verità.
Capitano i (lo chiamano)
Cap. ( Ah ! sì conviene (sorgendo
senza badare a loro)
Favellare , uscir di pene ).
Capitano! . . . non ci bada . * ♦
Beviatn noi... si stia pur là.
(Questa, o Adele» è sai la strada,
Che a tentar ci resterà.)
(Dal nostro tato — Qualunque sia,
SftclJam , mio bene — La tirannia:
Sui nostri .affetti * Poter non ha.)
La pura face — Che il cor ne accende
IN eli a sventura — "Vigor riprende,
Kammen per morte — Si estinguerà.)
P R I H O. 17
Coro (bevendo)
t Ancora un brindisi — Ancor si Rocchi; ^
] D' amor gli spasimi - Lasciamo ai sciocchi :
f La vera gioja m Compagni , è qua.
SCENA Vili. (Coro parte)
CU Capitano ed il Sorgente.
apitano ....
Cap. Mio Ratti
iaivUna buona abbracciata. Oggi ti sei
Da brav' uomo diportato,
Cap. Sì , sì mi diportai da disperato.
Ma dimmi, l'hai veduta?
Che ti disse ? che fa ?
Sor. Piange, -e pretende
Che tu debba gittarti a pie del padre ,
E svelarli il tuo amor. Io che ci vedo
Più. chiaro di voi due, dico di no.
CV*j>.Ral£e mio, perchè mai?
Sar. Perchè , nen so,
Ma in città si bisbiglia
Che in questo giorno istesso il Generale
Ad un ricco Uffiziale
Maritarla destina.
Cap. Oh Ciel ì conviene...
SI , conviene parlar liberamente.
Sar. Parlar ! parlar ! non ne faremo niente,
Cap R al fé , deciso io sono....
Non mr inquietar.
Sar. Ah questo amor, cospetto,
Vi ha guastato il cervello . . . •
Cap, Ahi taci, taci,
Il General si appressa.
Sar. Andiamo, andiamo,
Cap. Lasciami , il voglio.
£ar. 1 Ah! lo dicea ; ci siamo.
(Sar. parte)
# ATTO
SCENA IX.
Il Generala ed il Capitan*,
11 Generale si avanza meditando}
Jl Capitano è in disparte dubbiose
€?ew.(i3ì... dal serbar quel post*;
Dipende intieramente
Del mio disegno Tesilo felice.) ..■* e
Cap ( Coraggio , ornai non lice
Più differir : o<*ni riguardo è vano. )
Permettete, Signor... (si avanza risoluto)
Gen. (con bontà) "Voi, Capitano!
Appressatevi.
Cap. (Ardir.)
Gen. Oggi vi siete
Veramente distinto . . . .
lo di voi son contento,
Cap. Il bel desire
Di farmi degno della vostra stima ,
Di me stesso maggior oggi mi rese.
Gen Quanto vi stimo è a ciaschedun palese -
Ma voi, s'io non m'inganno,
Volevate parlarmi.
Cap, Io .. . sì... venia, ..
Se pur lo concedete ...
Gen. Ebben; parlate^
top Signor .. .
Gen. Animo , via . . . Perchè tremate ?
Copio parlerò... ma in quest'istante ho d' uope
Di tutta la bontà dei vostro core,
Gen Dubitar ne potete ? . . .
Cap. (Aita, o amore.)
Son tre mesi . . . s7 interrompe)
Gen. Ebbe»! tre mesi,
PRIMO. 19
Ch'io bramava. . . (come sopra)
Che bramate j . . ,
I miei sensi - far palesi,
Francamente , li svelate
Ma temea che il vostro core
Non si avesse ad irritar.
Se non trattasi d' onore
Tutto io posso perdonar, (breve silenzio)
Forse il gioco ? . . .
lo lo detesto.
Qualche sfida? . . .
Ah! no, Signore.
Qualche amore ? . . .
Ah! si: il più oneste ,
II più casto e puro amore.
Voi soltanto un cor tremante ,
Voi potete assicurar.
a 2
(Io! che sento? un tal linguaggi©
M'incomincia ad inquietar.)
(Porgi amore a me coraggio,
E non farmi vacillar.)
Proseguite.
Ah ! si . . . il mio fato
Io ripongo in vostra mano.
(Qual sospetto ! )
( Ei si è turbato, )
Proseguite, Capitano.
Di si puro e onesto affetto
Palesate a me V oggetto.
Amo Adele, e sono amato
(gittandosi a suoi piedi)
Di un eguale ardente amor.
Taci . . . fuggi . . sciagurato.
Deh ! . . . mi udite . . .
Seduttor !
ai)
.
ATTO
Le ripulse , e la baldanza
Di colei comprendo appieno,
Ma saprà trovarvi un frena
Il paterno mio rigor.
Tu fellon , tremar tu dei ,
Non godrai del mio rossor.
Ella mi ama , e la speranza
D'esser mia nutrisce in seno:
Ah! se in lei venisse meno,
Morirebbe di dolor.
Non per me , pietà per lei
Se giammai provaste amor.
Vicino ad Adele
Ch'io mai non ti coglia,
Né ardir la mia soglia 1
Varcare mai più.
L'oltraggio crudele
Divoro nel petto :
M'impone rispetto
Dovere , virti*.
Audace * l'invola !
Mie furie ridesti.
Oh ! Adele ! tu sola
Mi freni , mi arresti.
Gerì. a2 Cap.
L-insana tua fiamma, L'onesta mia fiamma^
L'indegno tuo foco,
Reprimer fra poco ,
Estinguer saprò.
Il foco ch'io v^anto ,
La morte soltanto
Scemare mi può.
(il Cap. parte)
SVENAI v
Il Generale , indi il Tenente.
Gen. X ropp' oltre io mi lasciai
Dall'ira trasportar,.. Ma non è desso
PRIMO. m
Lo sciagurato , che d Adele il core
Fa ribelle al voler del genitore ?
Allontanarlo giova
Fino ai novello dì. Signor Tenente ,
Opportuno giungete ,
Ho bisogno di voi.
Ten. Dite : imponete.
Gerc.Àlla prima trinciera ,
Che al Maggior Dolzei fu confidata ,
Passi tosto Emerico, e non si muova,
Finché altrimenti io non avrò disposto.
Ten. E il Maggior ?. . ♦ (con sorpresa)
ùen. Lo destino ad altro posto.
Senza indugiar , correte ,
Avvertite ambidue. Dite al Maggior*
Ch'io lo attendo iti città.
Ten. Volo , o Signore. ($
Ah ! questo contrattempo Gen. parte)
Delude un' altra volta
Del Maggiore il disegno,.. La faccenda
Corre di male in peggio,
E come finirà , per me> non veggio, (parte)
SCENA XI.
Sala in casa del Generale.
Esce fedele pensosa, e siede colla fronte appog-
giata ad un tavolino. Alcuni Uffiziali e alcune
amiche di casa la vanno consigliando.
Coro Un genitor che v'ama
Non provocate a sdegno,
Del vostro amore è degn*
Lo sposo che vi dà.
Il vostro bene ei brama >
Altro desio jion ha.
m ATT O
Ad. Intesi . . . penserò . . SI , con più calma
Rifletterò, {si alza) Grazie vi rendo intanto,
{come licenziandoli)
Grazie del vostro zelo, (gli accompagna alla
Io son pur sola . . . sia lodato il cielo, porta)
Inutili parole ,
Freddi consiglj per un cor che avvampa ,
Per un'alma in tempesta I - . .
Scampo ci vuole., e nullo, oh Dio! men resta.
Ma intanto il Capitano (passeggia agitata ri-
flettendo)
Dov'è? che fa?... Quale conforto ei reca*
À sì crudele ambascia?
Nel bisogno maggior sola mi lascia.
Vieni almeno y o mia speranza,
Il mio cor a consolar.
Reggerai la mia costanza
Che incomincia a vacillar.
Ambo al pie si gitterenio
Del severo geniter ...
Pregheremo , piangeremo
Calde lagrime d' amor.
Forse allor... mio ben chi sa r.
Il suo cor - ai moverà...
Si placherà . . «>
Perdonerà . . .
0 solo che avanza
Conforto d' amor ,.
Prosegui speranza 9
Lusingami ancor ,
Sopisci un momento
L'affanno ch'io sento.
Deludi un istante
L'amante - mio cor..*
O solo che hvcìììzol
Coitilo d' amur.
PRIMO. fef
SI, si... decisa io sono... o il Capitano, (è seduta)
O nessun uomo al mondo... ancor non sanno
Di qual tempra è il mio cor, di qual coraggio
Questa debol fanciulla
Armar si puote , se al cimento è messa ...
Oh vedranno i crudeli... Alcun si appressa, (sor-
Foia* *gli ahnen ! . ; . gè)
SCENA XII.
Il Sorgente e Adele.
j£d. fanziosamente) llalfe! sei tu? che rechi?
Il Capitano ov' è? Teco non viene?
Sur. Piano , piano . . . ( Conviene
Indorarle la pillola ... ma io
Per cotali ambasciate , io non son buono. )
jAd Ebben... parla... eh© hai tu ?
óar. Nulla di buono.
Presto, presto leggete {^4dele legge)
Questo biglietto , e uscir dà queste porte
Lasciatemi per sempre. Ah} non ci avesse
11 Capitano mio posto mai piede !
Avesse a me badato !
Non lo vedrei come un facchin trattato,
^d. Misera me ! che lessi ! in tal maniera
L' accòlse il padre mio ?
Sar. Mille bastioni 1
Poteva accoglier peggio un tamburino
Il più vii fantaccino dell'armata.?
Corpo di una granata!
Troverei!) delle spose
Nobili come voi , belle del pari . . ,
Ricchissime egualmente.
Ad, Ahi Ralte 1... e che ho da far?
Sar. iNuii- ne so nie - ■-
r>4 ATTO
Ad. Tu pur ... tu mi abbandoni?
Morta mi vuoi tu ancor ? Deh! mi consiglia;
Fa di salvarmi dalla mia rovina.
Sar. Povera Signorina!
Sento spezzarmi il cor... via non piangete..*
Procurerò . . » vedrò ...
Ad, Caro il mio Ralfe,
Non negarmi assistenza.
Sar. Io , si , cospetto i
Io vi protegge.
Ad. Aspetta dunque.
San Aspetto.
{Adele va al tavolino, e scrive rapidamente,
Il Sargente è imbarazzato)
(Ella scrive^., prudenza! Avverti bene t
Ralfe, di non entrare in qualche imbroglio.)
Ad. Ad ogni costo io voglio (scrìvendo)
Uscir d'affanno: a disperato male,
Disperato rimedio.
Sar. (Ahi! ci è del brutto...
Ci è ilei brutto davver... la cosa è certa../
Ma io son volpe vecchia.)
Adi Eccomi.
(piegando la lettera? e andando a lui)
Sar. (All'erta.)
Ad. Vola tosto al Capitano:
Questo foglio a lui rimetti T
Ch' ei non cada in altra mano l
Bada bene . . . corri . . . va . . .
Sar. Piano un po' con questo andare!
Io non corro ad occhi stretti.
Signorina! un militare
Dee sapere quel che fa.
Ad. Ah ! capisco . . .
Sar. Manco male*
Ad. Tu diffidi . . .
Sur. {Maturale*
PRIMO. ti
Senti, senti, non ci è nulla (copre la
Che si debba a te celar. lettera)
(Occhio, o Ralfe , una fanciulla
Vorria farla a un militar.) (^td. spiega
il foglio , il Sar. si accosta ecc.)
Sorte avversa a noi si oppone (leggo)
Supplicar, sperar non vale.
Poverina , ha ben ragione , {da se)
E' una bestia il Generale.
Un pensiero io volgo in petto ,
Che a me stessa fa terror, (leggendo)
Vostro padre non ha cor. {sempre più
Son perduta. commosso)
Non è vero.
Disperata.
No , cospetto.
Bene in terra io più non spero.
Oh ! ne avrete , io vel prometto.
Forse io gemo , e prego invano $
Mi abbandona in fin T amor.
Via coraggio :. il Capitano
E' un brav' uomo , un uom d* onor.
Seguitate, andate avanti y
Una riga io scorgo ancora.
Ch' io ti vegga alcuni istanti %
Vieni a me, non far dimora.
Alto là non è permesso, (con forza)
Che mai dici ? oh Dio ! perchè ?
(con sorpresa)
Perchè un posto è a lui commesso, (con
Perchè dee restar dov' è. gravità)
Ralfe mio. (accapezzandolo)
Non è fattibile.
Chi lo vieta?
Oaore ed io.
Per pietà * . .
Non è possibile. %
26 , ATTO
Ad. Senti .... ohimè ....
Sar. Signora, addio.
Ad. No, tu vuoi fuggirmi invano, (arre-
Assistenza devi a me. standolo)
Sar. Disgraziato Capitano , (imbarazzato)
In che impiccio io son per te.
Ad. ( Deh I se amor provasti mai,
Ti commova un core oppresso, .
Di dolor morir mi fai
Se non cedi al mio pregar.
Sar. \ (Bada, o Ralfe , a quel che fair
I O l'onore è compromesso )
f No , davver non voglio §uai ,
v Non mi lascio infinocchiar.
Ad. Vanne, spietato -Ma senti bene, (risoluta)
Uscir di pene - Saprò da me.
Sar. Come ! spiegatevi : - Un altro imbroglio
Ad. Se al Capitano - Non rechi il foglio...
Sar. Ebben Signora... (spaventato)
Ad. (minacciosa) Allora . . .
Sar. Allora ? . . .
Ad. Son morta . . .
Sar. Oh diavolo ^
Ad. Morta per te.
Sar. Oh! no, fermatevi... ohibò, non fate...
Ma che spropositi!... che ragazzate!
Ad. Si , sì trafitta qui per mia mano
Il Capitano - mi troverà.
Sar. Trafitta un cavolo!... no, non morrete.
(Chi può resista!...) Paga sarete;
A me la lettera - tant' è... l'avrà...
a z
Vanne, corri... a te commetto
La mia vita e la mia pace.
Vado , corro . . . ma cospetto ,
Meno furia,., flemma... pace.
PRIMO. 27
Ad. (Ah! l'ardor ch'io provo in petto
I Di frenar non son capace.
Ah ! gì' istanti eterni sono
Alle smanie dell' amor. )
Sai<.\ (Ralfe, Ralfe quel foletto
j Fa di te quel che le piace . . .
> Disciplina, onor , perdono!
I Mi ha tradito il mio buon cor. (partono)
SCENA XIII.
Il Colonnello , indi il Generale.
Col. i^ì attenda il Generale, e francamente
Si sveli il dubbio mio. {siede) Dubbio ! che dico?
10 ne ho certezza. Ella non mi ama e il core
Per altri ha .prevenuto ....
Me lo dice abbastanza il suo rifiuto.
Ed io dovrei per forza
Posseder la sua mano?
Gen. {di fuori) Entrar si faccia t
E qua fuori aspettar, (ih iscena) Un prigioniere
Chiede a te presentarsi , ed assicura
Che lo conduce a te somma premura.
Coi. Un prigionieri chi è desso?
GenXJn giovine cadetto. Odilo, e poscia
Alle mie stanze ascendi: ivi ti aspetto
11 contratto a segnar. Ecco il cadetto.
(il Gen. pur té)
SCENA XIV.
Il Colonnello e la Contessa.
Col. A ppressate : chi siete ?
Q lale affar vi conduce ?
Con. (da lontano) Il Colonnello
& ATTO
Più non Serba memori*
Degli amici lontani ?
Col. Oh Cieli qual voce?
ComNon così la Contessa. (si avvicina , e to-
gliendosi il casco , si dà a conoscere)
Col. Ah ! chi mai vedo ? Elvige !
Con. Elvige istessa,
Col. Ma come ? in quelle sp9glie ?
In tale stato?
Con. (rapidamente) Il padre mio, che avverso
Fu sempre al nostro amore,
In battaglia morì.
Col. (Mi manca il core.)
Con, Lasciai tosto la patria, e il mio germano
Che comanda V assedio
Prontamente raggiunsi, e non trovando,
Per vederti e parlarti , altra maniera
Immaginai di darmi prigioniera.
Riesci l" espediente : ecco : io ti ree©
La mia destra , il cor mio . . ♦
Ma tu tremi £ cos5 hai ?
Col. (con/uso) (Che dir deggio?)
Con, Io serbai la data fede ,
Tutta amore a te volai ,
Tu qual palo immoto stai,
Sei di ghiaccio innanzi a me I
Bella in ver mi dai mercede !
Bel compenso a tanta fé !
Col. Ah Contessa i (confuso) un tale evento...
Ha di un sogno la sembianza :
Di vedervi, la speranza
Già perduta aveva il cor*..
Mi colmate in tal momento
D'imbarazzo, e di stupor.
.Con. Qual favella 1 che imbarazzo !
Col. Ah! di yoì non son più degno.
PRIMO. ; ap
Colonnello! sei tu pazzo!
Sono entrato ,. hi altro impegna.
Ammogliato J (sospesa)
Ancor noi sono.
Tu sei mio, non t'abbandono.
Ilo promesso al Generale..,*
lo mi getto al vostro pie. *•
SCENA XV.
Il Generale e detti
Ci
\
he mai vedo? (arrestandosi sull'in-*
Assai più vale gresso)
La promessa fatta a me. (tragge una
Mira ingrato , è quésto il pegno carta)
Della fé che mi hai promessa.
Ah' di voi rni resi indegno,
Abborritemi Contessa.
Che mai scopro? un altro impegno?
Ei lo afferma! lo confessa!
f Mille affetti in un momento
r 1 Si combattono fra lor.
1 Ah ! non era a tale evento
Preparato questo cor.
Esili ancora? (con sdegno)
Ahi I misero !
Scegli fra due . . . chi vuoi ?
Deh ! respirar lasciatemi,
lo scieglierò per voi. (si scopre)
Cielo . . .
Signor 1
Gen. (al Col.) Tacete.
Quel foglio a me porgete , (alla Con.)
Scritto è di vostra mano {al CoL)
Ogni pretesto è Vano;
i
So ATTO
Contessa il dritto vostro
Sacro per me sarà.
{al Col.) Straccio il contratto nostro , (straccia
La mano a voi darà, il suo contratto)
Col. Ah ! che faceste ?
Gen. Scostati.
Con. Cor generoso e umano.
Col. Deh ! mi ascoltate . . .
Gen. E' inutile
Col. Deh ! riflettete.
Gen. E' vano,
a 3
Onore 4. •
A sostieni,..
Amore
Quest'alma furente:
Più senno, più mente,
Più core non ho. (partono)
SCENA XVI.
Atrio terreno con portone in prospetto.
Il Capitano e il Sargente
entrano guardinghi , e avvolti in un mantello.
Cap.l^ccoci alfin.
Sar Ci siam pur troppo... Io tremo.
Più che se andassi incontro ad un bastione
Che sparasse a mitraglia ... ah . . . Capitano
Torniam indietro.
Cap. Il tuo timore è vano.
Nessun ci vede ... un sol momento udirla,
Favellarle un istante , e poi partire ,
A me lo credi , esser non può funesto . . .
Sar. Funesto non sarà . . . ma fate presto.
Cap. Taci . . . alcun giunge... al limitar tu veglia
PRIMO. 5i
E sollecito riedi ove periglio
Scorger ti sembri di venir sorpresi.
Sur. Vado .... ma per pietà . . .
Cap. Spicciati: intesi?
(il Sargente parte. Il Capitano in dispar*
te. Esce Adele)
SCENA XVII.
Adele e il Capitano.
Cap.x vara Adele !
Ad. Emerico! Oh qual mi hai data
Prova di vero amor 1
Cap. _ Io per vederti
Tutto , tut,to obliai; ma pochi istanti
Teco restar poss' io . . .
Ad. Da questi istanti
Dipende la mia vita.
Cap. Ah pur troppo lo so. . . mi sei rapita.
Ad- Un' ora sola , un' ora
Di libertà mi avanza... e son perduta
Se non mi salvi tu.
Cap. Parla . . . che brami ?
Che far degg io ?
Ad. Con una pronta fuga
Al tuo rivai sottrarmi.
Cap lo disertar ! .. . puoi tu di ciò pregarmi?
Ad. Risolvi.
Cap. Ah I no , non posso
Mi è affidato un comando.
Ad. Io la mia vita
Affido a te.
Cap. L'onor lo vieta
Ad. Amore.
Te ne scongiura. t
Cap. Ah tu mi spezzi il core . . »
Z% ATTO
Ad. Vieni , cerchiam ricovero
D' alpe romita in seno :
Loco ne tenga almeno
D' ogni fortuna amor.
Cap. Teco ramingo e povero
Stato godrei giocondo ;
Ma non ha bene al mondo
Chi può tradir l'onor.
Ad. Dunque mi vuoi tu perdere !
Cap. Mi vuoi tu infame , o Adele ?
Ad. Oh! estremità terribile!
Cap. Necessità crudele J
a % Non resta a noi che gemere ,
Che sospirar la morte * . ,
Fato , d'amor più forte ,
Ci yuol drvisi ognor.
SCENA XVIH,
Odesi da lontano il cannone.
Esce il Sorgente frettoloso.
p
Sar. JL ar che brontoli il cannone ♦ .,.
Gran rumor si fa per via . .
Signorina , andate via . . .
Capitano, usciani di qua,,.
O cospetto di un bastione
Uno scandalo sarà.
Cap. Si, dividerci conviene.
Ad. Vanne , e segua ognan sua sorte.
Sar. Manco male,
Cap. Addio mio bene.
Ad. E per sempre.
Cap. (si dindono) Eternamente.
Sar. Marche avanti.
Ad.Cap. (volgendosi indietro) Ah !... m'odi.,, ascolta
Sar. Siam da capo un'altra volta.
PRIMO. 53
Ad.CapS Con noi resti una jnemoria
) Di quest* ora di dolor.
Sar. |Ci mancava quest'istoria,
( Maledetto sia l'amor.
Ad. Prendi l'immagine {si stacca dal collo
D'un infelice, un ritratto)
A cui non lice
Venir con te.
Cap. Prendi le lagrime (le porge il suo
Di un cor oppresso, fazzoletto)
A cui concesso
Più ben non è.
Sar. Corpo di un ussero! (intenerito si a-
Divento pazzo? sciuga gli occhi)
Come un ragazzo
lo piango affé.
.Ad. Cap. Perfin che a vivere
Gostrett io sono,
Sì tristo dono
Starà con me.
Sar, Andiam , vi replico,
Con chi ragiono?
Prevedo il tuono
Per tutti e tre. (si dividono, e
stanno per uscire da varie partì. Odesi
suon di trombe, si arrestano suW ingresso)
Ad. Ah! qual rumori *) fermatevi
*) (correndo a loro)
Cap. Cielo! *) l'avea pur detto *) (torna
indietro)
SCENA XIX.
Il Maggiore e detti
Mag. *) Voi qui! voi qui... **) bravissimo.
2* *;, (al (vp.) **} {ride)
54 ATTO
Cap. Signore ! (risentito)
Sar. Maledetto!
Mag, Mentre la guarnigione
E' tutta in confusione,
Novello Achille in Sciro
11 Capitan qui sta.
La sua prudenza ammiro,
Applaudo in verità.
Cap. Signor Maggiore! (con furore)
Ad. Ah! frenati.
Sar. Una bombarda ho in petto, (fremendo)
Cap. L'insulto vostro...
Mag. 11 meriti.
Cap. Ci rivedrem.
Sar. Cospetto ! (per uscire)
Mag, Di qua non esci.
Sia. Ahi! misera !
SCENA XX.
Escono gli Uffìziali e i Soldati, indi il General?
trattenuto dal Colonnello e dalla Contessa,
Coro ìTji arresti il traditor.
Cen. Dov'è mai? dov'è l'indegno?
11 codardo? il disertore?
Col. J)eh ! calmate il vostro sdegno.
Con. Moderatevi Signore.
G*n, Ecco il vile, {avanzand scorge il Cap.)
Ad. Ah ! padre mio !
Gen, Va... più padre non son io: (rigettan-
Son un uom disonorato, dola)
Son tradito ed infamato ,
Il mìo sangue invano ho speso,
Qui da vii per te moro. {a! Cap,)
lì tuo posto fu sprpresp. (con fai za)
PRIMO. 35
Cop.Sar. Ah gran Dio !
Ad. Più cor nop ho.
(Il Gener. è in mezzo vivamente addolo-
rato, il Col. lo va confortando. Ad. è
sostenuta da un lato dalla Con. Il Cap.
doli9 altro è appoggiato sul Sar. atterrito, v
Il Mag. è in disparte tranquillo)
Tutti.
Del mio crudel destino
L' ultimo colpo è questo.
Corpo di un rivellino
Parificato io resto*.
Serbato a questo oltraggio
Era il mio capo antico!
Richiama il tuo coraggio ,
Entra in te stesso, amico.
Ah! che del suo delitto
Fu la cagione amore.
Al genitor trafitto
Nascondi il tuo dolore.
Gen Cap, Ad.
Ogni mio bene è spento ,
Morto è perfin l'orior.
Con. Col.
Vedi? sì tristo evento
Rende il tuo duci maggior.
Corpo di un reggimento !
Yedi a che guida amor.
a 7
Cap Gen. Ad.
Mi fosse almen del pianto
Lo sfogo sol concesso ,
Del mio dolor l'eccesso
Sollievo oh Dio! non ha.
36 ATTO
Col. Con. Sar.
Non disperar cotanto ,
Consola il core oppresso:
Ah! che il mio spirto istesso
Perdendo ornai si va.
Mag. Del tuo valore il vanto
Ti giovi , o stolto , adesso ,
Ti vedo alfin depresso ,
Ma poco è al mio furor, {il Gen. dopo
pochi momenti passeggia su e giù per la
Scena, indi si avanza più calmato , e si
volge agli Uffizioli e ai Soldati)
Gen. L'infelice s'imprigioni;
Custoditelo , o Tenente ,
E si aduni prontamente
Il consìglio militar.
Sar. Eccellenza ... mi perdoni . . .
Ma direi... con permissione;,.
Se perde la posizione ,
La potrà ricuperar, (il Gen. gli volge
Mag. Arrogante 1 ai superiori le spalle)
Osi tu di dar pareri?
Coro Ti allontana.
Sar. Sì signori
Gen. Si consegni ai granatieri.
Cap.*) Generale . . . **) io non mi scuso,
*) (in mezzo ai Soldati) **, (si avanza al Gen.)
Di rigore io non vi accuso;
Meritata ho la mia sorte ,
Con valor l'incontrerò^
Ad. Io cagion della tua morte,
Io morir con te saprò.
Gen. Taci , . . scostati . . . spietata r
Tu cimenti il mio furore.
Ad. E in me piombi.
Gen. Forsennata!
PRIMO. fy
Col. Con. Vi calmate.
Ad. Oh mio dolori
Gen9 ( Ah! si tolga a me davante,
Non mi segua ad irritar.
Col. Con. [Sventurata, incauta amante!
L'ira sua non cimentar.
CoroMag. jSi raduni sull'istante
11 consiglio militar.
Cap. Ad. Sar.
[Ah! non ho valor bastante
Di lasciar!" e non tremar,
o
Tutti.
Il Capitano , Adele.
Deh ! perdona , 1 '"/Li* è innocente ,
Io son re che 1 trassi in errore ;
a o '
Odi i prie^hi di un'alma che more,
Odi amore , natura , pietà.
Generale.
No , tacete ... di un padre dolente
Rispettate, l'affanno, l'orrore.
Non ascolto, non odo che onore,
Sordo zi p^" i| mi fa.
Colonnello 9 Contessa , e Donne.
v;« : 9 sper;: . , in un cuore clemente
\ leni , r
Noi* resiste, non dura il furore...
Sventurati ! mi spezzano il core
La lor sorte spavento mi fa.
ATTO PRIMO.
Sar gente.
Non ci è scampo: l'hai fatta, Sargente ♦
Veterano ! uom di testa ! tutore !
Oh I vergogna ! ove Jio perso V onore
Yo' recarmi , ammazzarmi colà.
Maggiore , Uffizioli.
Non si ascolti la colpa è evidente
Si punisca - Fia giusto il rigore
Il castigo del vii disertore
All'armata d'esempio sarà.
Fine dell9 atto primo.
__^ fe
ATTO SECONDO.
SCENA PRIMA.
Sala , come nell' atto primo.
7i Generale passeggia pensoso e agitato ,
alcuni Uffizioli stan dietro a lui
aspettando i suoi ordini.
rv
Coro X ace, sospira, e medita...
E' giusto il suo dolor . . .
Del Capitan l'error
Non ha difesa.
Di tanti sforzi il frutto
Tutto per lui mancò » . ,
Più la città non può
Fuggir la resa.
SCENA II.
Il Colonnello e detti, appena il Colonnello entra
in iscena} il Generale gli va incontro.
Gen.L^bbene , amico ?
Col. Io la lasciai piangente
Fra le braccia di Elvige. Ella pur nutre
Speranza vii perdono.
Ge.n. Abborrirla dovrei,., ma padre io sono.
(dopo alcuni momenti) Abbastanza infelice
La rese il traditor.
Coi. E per lui nulla
4o ATTO
Avvi a sperar ?
Gen. Nulla.., per lui non sono
Che giudice severo . . .
Al Consiglici io in invio.
Col. No . . . non fia vero
Gen Chi mei vieta ?
Coi 11 tuo cuor. Puoi tu tranquillo
Veder colui che chiami
Lv Adele seduttore Puoi tu la voce
De* privati obliar affetti tuoi?
R;spordi , lo puoi tu? no non lo puoi.
Gen Mi abbraccia - il tuo consiglio (commosso)
Se^ uè A mio cor ... al militar consesso
Presiederai tu stesso. . , a te confido
L onore dell' Armata e T onor mio (frenan-
do il pianto)
Se puoi.,, se il merta... usa clemenza... addio.
(parte)
SCENA UL
Adele , la Contessa e il Colonnello.
uià. t\\\ I padre ! ... Ei si allontana,
Ei mi traccia da se.
Col, (tornando indietro, Sperate % Adele:
Et vi perdona , e al militar eonsigho
Ch'io presieda ordinò S'io fui cagione
Della vostra sventura , a ripararla
Adoprarmi vor,l! io.
Aà Cielo! e fia vero?
Sperare ai^oor w\ lice . . ,
Con ..Si : ti colo na : io li vedrò felice.
Ad., Av w 7Wò il core
A te; àie pene ,
Ve; » bene
Sfterar aon sa.
SECONDO. 4i
con. Chi sente in petto
Uina in» a fletto ,
Error d amore
Perdonerà.
j4ch Ma il padre irato . . .
Con* Sarà placato.
Ad. Ma il tribunale . , ■
Con. Lo assolverà.
a 2
0 speme d'un'alma - Che a te si abbandona,
Tu i voti corona * Tu calma il timor.
11 Cielo si pieghi - Ai prieghi d'amor,
{partono)
SCENA IV.
Atrio terreno, come nell'atto primo,
con veduta della Sala preparata pel consiglio.
Il Maggiore, il Tenente, il Colonnello ,
e Coro di UJfiziali.
Coi. »Oignori , il tristo ufficio a cui ne astringe
•iDi guerrieri il dover da noi si compia
«Con giustizia ed onor; ma rammentiamo».
wChe la giustizia istessa
"Clemenza non esclude ,
"Che soverchio rigor non è virtude.
Coro Del valoroso giovane
Ognun ricorda il merto ;
La gloria ond* è coperto
Caro al guerrier Io fa. .,
Possa scolparsi il misero +
Degno apparir di scusa;
E da giustizia esclusa
Clemenza non sarà. (prendono
42 ATTO
posto : ci un cenno del Colonnello s' intro-
duce il Capitano disarmato» Rafe lo ac-
compagna.
Sar. Non temer , Capitano ,
Non lasciar soverchiarti. Io, io cospetto 1
Difendere saprò la causa tua
Meglio che Ciceron prò domo sua. (il Capi-
tano stringe la mano al Sargente senza
parlare ; siede al posto destinato per lui
Breve silenzio)
Col. Vi è nota la camion per cui si aduna
11 militar consiglio ?
Cap. *' Àppien mi è nota.
Col Addur potete alcuna»
Difesa al vostro error?
Sar. (da*se) (Mille)
Cap. Nessuna. ;
Sar. Menzogna , miei signori!... (forte)
Cor oSilenzìo.
Sar. Più non parlo.
Col. Ordine espresso
Aveste voi di non lasciare il posto
A voi fidato?
Gen.(accenn. al capo) (No.)
Cap. Sì : T ebbi.
Col. # ; (Ahi lassò ! )
(Ei si perde )
Mag/con gioja al Tenente) (Ei si accusa)
Col. E perchè dunque
Ad onta del divieto
Poteste abbandonarlo?
Cap. E' mio segreto*
Col. Palesatelo,
Cap. E# vano.
Mag. Avvi chi dice
Che grave alterco aveste
S E C O N I) a 45
Col Generale.
Cap. E' vero.
Mag. E si sospetta
Che abbiate per vendetta
Consegnato quel posto all' inimico.
Cap. lo! ! !
Sar. Questo poi . . .
Coro Silenzio.
Sar. Altro non dica.
T'eri. In fra l? vostre carte
Un foglio si trovò vergato in cifra,
Ma dal Danese General segnato ,
Che avvalora il pensìer del tradimento,
Cap.Fra le mie carte ! 1 1
Sar. No . . .
Coro Zitto !
Col (Che sento?)
(un l/ffiziale passa il foglio al Colonnello
indi lo reca al Capitano)
Lo ravvisate voi ?
Cap. No. Mai contezza
Di quel foglio io non ebbi
Cól. E in vostra mano
Come pervenne mai? Potete alcuna
Prova allegar che altrui diretto ei sia ?
Cap. La mia parola, la coscienza mia.. (breve silenzio)
CbL Soldati, al career suo
Si riconduca il reo. (si alzano tutti)
SCENA V. ■
fedele accompagnata dalle Donne.
Ad. jl ermate
Cap. Adele 1
Ad. Emerico ! (si precipitano una verso V altra)
44 ATTO
Mag féi Soldati) "Ubbidite.
Ad. Un solo istante
Concedete, crudeli, al dolor mio (son divisi)
Mag. Si passi alla sentenza, (tutti si ritirano in
fondo alla sala , e richiudono la porta)
Ad. lo inoro (abbando-
nandosi fra le braccia delle Donne)
Cap. (partendo) Addio, (parte
fra i Soldati)
SGENA VI.
Adi le e Coro.
Indi gli ZJffiziali , e ^
Coro dìUf^ In voi tornate . . .
Non disperate . . .
Berdijto ancor non è.
Lungi da queste
Sòglie funeste ,
Con tioi volgete il pie.
Ad. Dove son' io ?.. . (torna in se)
Fu sogno il mio ? . , •
O delirai finor ? . . .
Ah ! non sognai fco?i disperazione)
Non delirai
Yerace è il mio dolor.
Cielo che in cuor degli uomini
Ogni segreto scorgi ,
Tu sai s'egli è colpevole,.
Sai s'innocente egli è . . .
Soccorso a lui tu porgi,
Salvo lo rendi a me {Si aprono le
porte e n9 escono gli Uffiziali e il
Colonnello. Uno di questi ha in
mano la sentenza)
SECONDO. 45
Ad e don. Ah ! è deciso . . .
Coro e uomini Al Generale
La sentenza sia recaU. \jil Maggiore
e il Tenente partono con la sentenza)
Ad. Deh ! fermate . . . deh ! ascoltate . . .
(precipitandosi in mezzo a loro)
Col. Che mai chiedi , o sventurata ? . . .
(arrestandola)
Ad. Proseguite.,, ah!... no... v'intendo...
E' perduto ... oh !.. . giorno orrendo !
Non è ver che uccida il duolo
S'io respiro e vivo ancor.
Col.eCoroA sperar ti resta solo
Che lo salvi il genitor.
Ad. Oh speme inutile ! - Oh cruda legge!
A chi ricorrere ? - Chi lo protegge?
Se inesorabile - E' il genitor.
Ah! che per piangere - Come io vorrei
Non han più lagrime - Quest'occhi miei
Non ha più gemili - L'oppresso cor.
Col. e Cori v : consolati - Calma l'affanno
Vieni
11 cor del padre - Non è tiranno
Lo potria movere - 11 tuo color.
{partono}
SCENA YII.
Sala come prima.
Il Generale, il Tenente e il Maggiore,
(il Generale esamina la sentenza)
Gen.llo, di si reo misfatto
Capace io non lo credo : avvi un mistero
Che comprendere non posso.
Mag. Il vostro cuore
46 ATTO
Nobile e puro non possibil crede
Tanta perfidia.
Ten. Ove però vi sembra
Ingiusta la sentenza ,
Ed a favor del reo pietà vi parla..»
Mag. Correggerla potete...
Ten. Ed annullarla.
(ren.No : della legge a fronte
Tacer debbe pietà. - Bramo, o signori,
Solo restar per ora.
Mag.{ Vieni ; in porto slam noi.)
Ten. (Noi credo ancora)
{il Maggiore e il Tenente partono)
SCENA Vili.
Il Generale , e il S urgente.
&en.i\ ulla manca al processo . . . (dopo alcuni
Adempiuta è la legge, momenti di silenzio)
Sar. {sulla porta) Entriam : vedremo
Se dalle mie ragioni
Convinto non sarà.
iJen. Misera Adele!
Questa sentenza costerà la vita
A tre vittime a un punto.
Sar. (avanzandosi) Animo , o PialTe r
Senza esordio : ex abrupta.
Gen. Offeso onore
Esige il sangue suo.
Sar. precipitandosi) Piano , Signore.
Gew.ìlalfe! che ardire è il tuo?
Chi ti permise entrar?
Sar. (Comincia m^la.)
MA permise . , . dirò . . . Voi non potete
Ricusar di ascoltanti.
SECONDO. 47
Gen. Parla.
Sar. (Eloquenza mia, deh! non lasciarmi.)
L' ingiustizia del Consiglio . . .
Voglio dir . . . della sentenza. . .
(Ah ! mi scappa I eloquenza . . .)
Vo provar che reo non è.
Gerì. Parla pure: non temere:
Rassicura il cor turbato :
Se innocente è. l'accusato
£ Ne' andrò lieto al par di te.
Sar. E innocente , innocentissirao.
10 lo giuro.
Ne hai tu prova ?
Cento . . . mille . . E' mio pupillo . . .
Ciò non serve: ciò non giova.
Tre ferite in petto porta...
Non rileva: non importa...
Si è distinto segnalato.
Or d'infamia si è macchiata.
Ama Adele, e questo amore...
Non cancella il grave errore.
Vostra figlia in conclusione (rapida*
Del suo fallo è sol cagione... mtnlz)
Minacciava di morire . . .
Non volea ragion sentire . . .
E se more il Capitano
Elia pure morirà.
Stan due vite in vostra mano...
Grazia, grazia per pietà.
Ah ! potessi col dovere
Conciliar gli affetti miei!
11 mio sangue, oh ciel, darei
Per potergli perdonar.
(Non mi scappa è in mio potere
L'ho convinto l'ho coni mosso- . . .
Raife , avanti; Ralfe, addosso j
Non lasciarlo respirar, )
Gen.
ATTO
Dunque , Signore , perdonerete ?
La legge il vieta.
Voi lo volete.
Sai sconsigliato, che cosa importi
(potestà grazia a cui mi esorti l
La sua salvezza.
Il suo rossore.
Vuoi tu che viva nel disonore ?
Nemmen per ombra . . .
Veder lo vuoi
Grave a sé stesso , in odio ai suoi ?
Amari giorni trar nel bisogno?
Unir infamia a povertà?
Nemmen per ombra, nemmen per sogno
Piuttosto morte.
E morte avrà, (il Gen.
sottoscrive rapidamente la sentenza)
a 2
/No Signore . . . Cos' ho fitto ?
[ Me meschino ! . . . Cosa ho detto ?
Mi disdico , mi ritratto . . .
Non consento . . . non permetto . . ,
(Ah! mio caro Capita»©,
W scannarmi di mia mano...
Ah ! da lui mi son lasciato
) Imbrogliare . . accalappiar.
Taci . . . vanne . . . Ad ogni pattò
A punir son io sforzato . . .
Lavi il sangue il suo misfatto ,
Mora almeno da soldato...
(Ahi 1 affanno io celo invano,
Che mi squarcia a brano a brano.. ,
Ahi di lui più. sventurato,
lo vivrò per Inchinar.) {il Sar. parte)
SECONDO. 49*
SCENA IX,
Il Generale solo , indi un UJfiziale ,
per ultimo il Colonello e la Contessa.
(Il Generale rilegge di nuovo la sentenza: reste
un momento indeciso, indi risolutamente si alza
e chiama.)
Gen.Uhi! chi è di là ? *) prendete...
*) (si presenta un Iniziale)
Segnata è la sentenza.. . oggi... a tre ore.. .
Si eseguisca . . . (Sei pago onor crudele. )
(con voce tremante. Fa un cenno
alV Uffiziale, ed egli parte)
Col. Dunque è deciso?
Gen. Sì . . .
Con. Povera Adele !
Gen. Assistetela voi. Dalle sue stanze
Non si lasci sortir.
Con. Al suo destino
Comincia a rassegnarsi . . . ella non brama
Che parlarvi un istante , e non implora
Che veder l'infelice anzi che ei mora*
Col. Questo conforto , o amico f
Ricusarle non puoi : da un cor trafitto
Troppo esiger saria.
Gen. Sì . . . qual vi sembro
Io non sono crudele... Ah! s'io potessi
Strugger quel fatai foglio ! . . .
Con. (con premura) Allor Signore?.. .
Gerc. *)Allor...**) ma vana speme io nutro in core*
*J (<o;i espressione) **) (coji risoluzione)
(parte precipitosamenUì)
5o ATTO
SGENA X.
Il Colonello e la Contessa.
Con. v ì olonello ! . A poss' io
Confidarti un segreto?.,. Ah! no non posso
Eppur pietà mi sforza . . .
Giustizia mi consiglia . . .
Io sola , io sola potrò dargli ajuto.
CoL Elvige ! . . • qual parlar ?
Con. « Ho risoluto.
Voglio al campo tornar. La mia partenza
Assicurar tu dei.
Col. Vaneggi Elvige?
Partire : non puoi tu.
Con. Per qual cagione ?
Col. La legge militar a ciò si oppone.
Coti. Che legge ? Il Capitano
Forse salvar poss' io . , . forse scoprire ,
Svelar per mezzo mio . . .
Dei lasciarmi partir.
Col. No . • . noi degg io.
Con. Il desir che il ciel m'inspira
Per pietà non render vano:
Tornerò ; saprai V arcano ;
Pago appieno andrai di me.
Presto via . . .
Col. Ma il Generale . . .
Con; Eh! che a me non bada adesso.
CoL Se lo scopre . . .
Con* Non ci è male;
Ne sarà contento anch'esso.
Tutti, tutti, quanti siete ,
Obbligati a .me sarete j
Pria che in ciel si oscuri il giorno
Io da voi ne avrò mercè.
SECONDO. 5i
Col. Ah! che incerto è il tuo ritorno...
Con. Io ne impegno la mia fé.
Se per vederti
Tutto sfidai,
Mio ben , lo sai ,
Amor lo sa.
L/ amore istesso
Che mi fu guida,
L' amor che adesso
Il cor mi affida ,
Nelle tue braccia
Mi renderà. (partono)
SCENA XI.
Carcere.
// Capitano solo, appoggiato ad un tavolino ter-
mina di scrivere una lettera, tratto tratto sospira,
indi facendosi forza si alza, e passeggia a gran
passi; indi il Sargente.
rv
Cap, A utto è compiuto... o cara madre! è questo
L'ultimo addio. Ralfe , il fedel mio Ralfe
Tel recherà... Per te infelice Adele
Nulla io lascio per te, fuor che la speme,
Che un giorno ancor ci troveremo insieme.
Sar. Mio Capitano! . . .
Cap. Amico ... (I9 abbraccia)
In questi amari istanti
Deh! tu non mi lasciar.
Sar. (singhiozzando) Caro... Eme..,rico...
Vengo a far... ti corag...gio.
Cap. A me nascondi
Le tue lagrime dunque , il tuo dolore.
Sar. Ohibò . . . non piango , *) (mi si spezza il core.)
*) (sforzandosi di ridere)
62 ATTO
Cap.Qàiim : il foglio è questo
Che a mia madre io vergai.
Sar. Povera donna! ,
Morrà d' affanno.
Cap. Al Genera! dirai , . .
Sar. Il Generale ... é là.
Cap. Che dici mai ?
Sar. Coraggio . . . veh . . . coraggio ....
Adele è seco.
Cap. Adele !
Sar. Ella dai padre
Ottenne di vederti, e a lui piomise
Di non indebolir la tua costanza.
Cap Ciel , mi assisti . . .
Sar. Coraggio . . . ella si avanza*
SCENA XII.
Il Generale e il Colon elio, Adele in mezzo a loro,.
Il Capitano va incontro ad essi, e si sforza di
parer tranquillo.
CapÀ^jA è pur vero Adele...
Ch'io ti riveggo?... Generale... Amico.
Quante pene io vi costo I
Col. {abbracciandolo) Oh sventurato!
Causa innocente di tua morte io sono.
y4d Ti uccido io sola... imploro il tuo perdono.
Sor. E Ralfe. . . il disgraziato
I he il biglietto portò ? . . .
Gen (interrompendo) Tutti siam rei.
Perdoniamoci a vicenda, lo la tua colpa
Dèggio in campo espiar, tu col morire
Ricuperar l'onore.
Sar. (Egli ha un bel dire.)
Gen .Brevi momenti insieme
SECONDO. 53
C'intratteniarn da forti, ed egualmente
Separiamci da forti.
Cap. Oh! generoso!
Questi istanti mi rendi ancor felici.
siti. Se in me vedete, amici,
Segno di debolezza ,
Strascinatemi altrove. *) Oh! ciel !
*) (V orologio suona tremore)
Gen. (ad Ad. e al Cap.) Coraggio.
Cap. Abbracciami .. . t'invola... è giunta l'ora.
Sar. (Ora assassina!)
Ad. Almen mio sposo ei mora
(al Gen. reprimendo il piatito.)
Gen. Ah! sì; la man mi porgi
E reca nella tomba
La mia benedizione il mio perdono.
Col. ( O tristi nozze ! )
Sar. ( Sbalordito io sono. )
( Adele e il Capitano si gettano ai piedi
del Generale. Egli è in mezzo pallido ,
e smarrito: posa la mano sulla lor fronte
benedicendoli. Il Colonnello da un lato
dalValtro il Sargente osservano inteneriti.)
Gen. f Care infelici vittime
Vi benedica Iddio ,
Con questo amplesso mio
Col mio paterno amor.
Cap. Ad. ] De* miei repressi gemiti
Odi la voce , o Dio;
Per si tremendo addio
Porgi costanza al cor.
Col. Sar. § Come frenar le lacrime?
Come tacer poss' io?
A questo amaro addio
Sento scoppiarmi il cor. (odesida
una parte il suon de tamburi daW altra
3*
ATTO
V appello delle trombe : un picchetto si
presenta sulla porta. Adele freme: Il Ge-
nerale la prende per mano con un9 oc-
chiata espressiva. Ella si fa forza. Il
suono si fa maggiore: Il Cap. si scuote.)
Odi o figlio.
Il ciel t'invita.
Si ubbidisca. *) Amici, entrate.
*) {al picchetto)
Tu mio ben , ti serba in vita,(/id Ad.)
Voi Tarmata conservate, {agli altri)
Gen. Ad. Col. Sar.
Vanne , e al suono di vittoria
Ti diporta con valor.
Yoi vivete per la gloria ,
Vivi tu pel genitor. ( tutti circon-
dano il Cap. abbracciandolo)
Non si pianga ... non si gema...
Il cordoglio in sen si prema...
(Ah! non reggo, avvampo e gelo...
Trema il suolo oscuro è il cielo..,
L' alma è oppressa il cor si frange
Alla piena del dolor.)
K Vanne ec.
( Voi ec.
(Si dividono. Il Cap. è in mezzo ai soldati.
Il Generale sostiene Adele, si danno un
addio. Adele sviene. Halfe è in disparte
immobile e sbigottito.)
SCENA XIII.
Il Generale, il Colonnello , il Sargente, ed Adele.
Gen. Soccorretela voi . . . nelle sue stanze
Si riconduca, *) Colonnello, andiamo
*) {Adele è portata via)
S E C p V D O. 55
A vincere o a morire . . . Ah ! s' io soccombo ,
All' orfana infelice
Tu fratello sarai , sarà sorella
Elvige tua . . . me lo prometti ?
Col. (girandosi nelle sue braccia) Il giuro.
Gen.DeìY amor tuo sicuro
Al mio destin m' invio . . . Pxalfe . . .
Sar. (scuotendosi) Signore ! . . ,
GendA mio dolore il tuo dolor consola.
Sar. Ah ! . . perduta ho la voce e la paiola, (partono)
SCENA XIV.
Fortificazione della Città, come nell'atto primo.
La scena s'ingombra di Soldati: delle truppe di-
filano tratto tratto , ed escono dalle fortificazioni,
alcuni Soldati ed alcuni UJfiziali s intratten-
gono a bassa voce fra loro. Odesi da lungi il
tamburo scordato indizio che il Capitano si av-
vicina per avviarsi al supplizio.
Coro JLjcco il segnai funesto . . .
Ecco è condòtto a morte . . ,
Ah ! meritava il misero
Più fortunata sorte . . .
Sì valoroso e giovane
Perir così dovrà ? . . .
Dov' è quel cor sì barbaro
Che lui non piangerà ?
SCENA XV.
Il Capitnno in mezzo ai Soldati.
Cap." Jompa^ni ! a voi son grato
Della vostra pitta . . . così dispose
56 ATTO
Il mio tristo destin , e coraggioso
Piego la fronte al suo decreto estremo,
Solo io mi dolgo e genio
Che con la taccia io moro
Di traditor . . . ma verrà giorno , io spero ,
Che si palesi il vero ,
E onorato risorga il nome mio.
Ricevete da me Y ultimo addio. ( il Coro ri-
pete V addio del Cayita.no: egli si avvia per
partire : in quel momento odesi da lontano
musica militare : il Capitano porge Vorecchio
e ritorna in dietro vivamente colpito.
Ah ! lasciate ancor per poco
Che di guerra il grido intenda :
Dolce ancora in cor mi scenda
Della tromba il suon guerrier.
A' bei dì della mia gloria
Torna ancora il mio pensier.
Or si vada ... {incamminandosi)
Voci lontane Grazia.
Coro (tutti arrestandosi) Udite !
SCENA XVI.
Il Colonnello , il Sergente , la Contessa,
indi il Generale ec.
Col.Sar.Con. vjrrazia , grazia !
Cap. O ciel ! fia vero ?
Gen. Tu sei salvo.
Gap. Che mai dite?
Gen. Reso è a te l'onor primiero.
11 nemico generoso
Palesò la verità (silenzio universale.
Tutti porgono orecchio al Gen. che legge)
h Alle preghiere di mia sorella che voi avete ac-
SECONDO. 57
n colta e protetta, e per non lasciar perire 1* in-
n nocenza , io giuro che fra me il Capitano non
n avvi intelligenza veruna. 11 posto a lui con-
ti fidalo fu sorpreso per opera del Maggiore
n Dolzei, e del Tenente Groder, che da gran
## tempo vi tradiscono. Io ciò vi svelo , e perchè
» nulla f -de meritano i traditori , e perchè un
m corriere rni reca in questo momento notizia
» della p.'ìce. Il Generale Ademar* «
Tinti Viva I viva ! . . . Morte ai rei.
Gen. Pronta in essi piomberà.
Cap. Ah ! che appena ai sensi miei
Presta fede il cor tremante . . .
Cieli se sogno in questo istante
Più non farmi risvegliar.
SCENA ULTIMA.
Adele, ec. e lutti.
Ad. *) iJov' è desso ? *) (da lontano)
( ap.( scuotendosi alla sua voce) Adele !
Ad. [abbracciandolo) Oh! Sposo I
Mi ti rende il ciel pietoso.
Gen. Abbracciate la Contessa.
Chi lo salva ... è dessa.
Tutti Dessa»
Si abbracciano lutti
Gen. Cap. Col. Con. Ad.
Il piacer che in petto io sento
Mi contende il favellar.
Sar. ] Benedetto *-ia il momento
Che si fece imprigionar!
58 ATTO SECONDO.
Gap. Alfin di tanto affanno
Mercè , mia vita , avremo !
Contento al sen ti premo!..*
Ritrovo amante, e onor!...
Al mio destin tiranno
Perdono il suo rigor.
Tutti
Ah ! si , di tanto affanno
Mercede il Ciel Vl renda ,
ne
A - sorrida e splenda
voi f.
Gloria , fortuna , e amor.
Fine del Melodramma,